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SCARICA FASICA TONICA


    Il segnale prodotto dai recettori fasici prende il nome di scarica fasica. I recettori a lento adattamento o recettori tonici, non modificano in modo significativo la. Recettori tonici: inducono una scarica di impulsi a frequenza costante per Recettori fasici (rapido adattamento): generano una scarica di impulsi solo all' inizio. Recettori tonici: inducono una scarica di impulsi a frequenza costante per tutta la durata Recettori fasici (rapido adattamento): generano una scarica di impulsi. Recettori fasico-tonici: rispondono all'inizio dello stimolo con una breve scarica fasica ad elevata frequenza che poi si riduce notevolmente mantenendosi per.

    Nome: fasica tonica
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    Distribuiti lungo il nostro corpo, ci troviamo muscoli che, per composizione, forma e funzione, sono tutti diversi gli uni dagli altri - lunghi , larghi , brevi , anulari , orbicolari , sfinteri , monocipeti , bicipiti , tricipiti , quadricipiti , ecc. I muscoli sono caratterizzati, in sostanza, da due tipi di fibre che, neurologicamente parlando, hanno attivazione a scariche lente o veloci. In quei muscoli ad attivazione lenta viene utilizzato un metabolismo principalmente ossidativo , presentando una capillarizzazione molto densa che dona alle fibre stesse il tipico colore rosso , anche perché ricche di mioglobina.

    Questi tipi di muscoli, quando si trovano in uno stato "disfunzionale", manifestano la loro sofferenza determinando una condizione di accorciamento e rigidità. Nelle fibre ad attivazione rapida , invece, viene utilizzato un metabolismo principalmente glicolitico ed hanno una bassa soglia di sopportazione alla fatica , possedendo una scarsa rete di capillari che ne attribuisce il tipico aspetto chiaro.

    È stato proposto che la trasmissione dopaminergica a livello dello striato si realizzi in due differenti modalità temporali 1 2. La dopamina fasica rilasciata si lega rapidamente ai recettori localizzati in prossimità del sito di rilascio e poi viene rapidamente inattivata per uptake o per diffusione.

    La durata del rilascio di DA e la sua azione a livello delle sinapsi sono molto brevi, ed in normali condizioni di riposo, il rilascio fasico si verifica poco frequentemente ed in maniera asincrona tra gli assoni che innervano le regioni del prosencefalo. Inoltre, sembra che, anche in condizioni normali, i terminali dopaminergici abbiano una riserva di trasmettitore che potrebbe essere potenzialmente rilasciato in condizioni di stimolo.

    Laddove il rilascio fasico della DA è un evento transitorio circoscritto che avviene nello spazio sinaptico , i livelli tonici di DA nello spazio extracellulare sono relativamente costanti e strettamente regolati 1 2.

    Come conseguenza si avrebbe un fallimento del sistema glutamatergico corticale nel regolare la dopamina tonica, con conseguente eccesso di risposta del sistema della dopamina fasica, portando il sistema a rispondere in maniera inappropriata a qualsiasi stimolo anche insignificante.

    In sintesi, una interruzione patologica degli input glutamatergici da afferenze dei sistemi corticali e cioè PFC, amigdala, ippocampo potrebbe essere responsabile di una riduzione della dopamina tonica e di un aumento della responsività del sistema dopaminergico nella schizofrenia Si avrebbe, in definitiva, una potente disinibizione del rilascio fasico di DA e quindi la iperresponsività del sistema DA riportata nella schizofrenia 18 - Le basi neuronali della disfunzione corticale prefrontale ed i modelli sperimentali animali di schizofrenia.

    È naturale chiedersi quale sia il motivo della compromissione di tali funzioni neuropsicologiche, in particolare della WM. In tal senso, i neuroni in DLPFC potrebbero essere considerati gli effettori dei fenomeni riscontrati.

    Tesi etd-09202006-120127

    I deficit cognitivi prefrontali, soprattutto di WM, sono stati correlati anche con i sintomi negativi 58 e, forse, sono parzialmente associati con la compromissione delle funzioni prefrontali 28 Infatti Callicott et al. A loro volta, questi stessi neuroni mandano proiezioni dopaminergiche inibitorie sugli stessi neuroni prefrontali, costituendo in tal modo un circuito a feedback che si autoregola Il meccanismo di regolazione è complesso, coinvolge proiezioni dirette ed indirette dalla corteccia al mesencefalo ed allo striato.

    Tale feedback è esercitato principalmente attraverso efferenze glutamatergiche dalla PFC Il fatto, quindi, che le anomalie della fisiologia corticale e la disregolazione dopaminergica siano state studiate per decenni come fenomeni fisiopatologici separati e non come potenzialmente legati ad un "cuore" neuropatologico cellulare ha rallentato la comprensione dei fenomeni fisiopatologici associati alla schizofrenia.

    Alcune delle modificazioni cellulari e comportamentali che ne conseguono, incluso una compromissione sociale 65 e deficit di WM 66 , mimano quelli riscontrati in pazienti con schizofrenia.

    Ci riserviamo di appofondire prossimamente l'argomento del tono posturale, dalla sua patologia e del relativo trattamento fisioterapico. La muscolatura dinamica è quella che Ranvier ha chiamato "muscolatura fasica", cioé che interviene in maniera episodica, per fasi, quando viene sollecitata.

    E' una muscolatura volontaria, che risponde alle nostre sollecitazioni psichiche. Possiamo commandarla, dirigerla, orientarla.

    E' la muscolatura che ben conosciamo, sulla quale si basa la ginnastica. La sua patologia è sempre la debolezza: fatica, atrofia, paresi, paralisi, ecc.

    DEFINIZIONE SECONDO SHERRINGTON DI RIFLESSO

    Le sue due qualità meccaniche sono la forza che è sempre l'obiettivo della rieducazione funzionale, ma anche la resistenza, probabilmente più importante, ma più spesso dimenticate. La muscolatura statica è quella che Ranvier ha chiamato "muscolatura tonica", cioé che è in tensione permanente.

    E' una muscolatura riflessa e praticamente inconscia. La nostra volontà non ha alcuna influenza su di essa.

    Non la possiamo né comandare né dirigere. Paradossalmente, essa non sembra interessare molto i professionisti dei muscoli, il che non è grave, ma neppure i fisioterapisti, il che è un errore. Ciascun fuso neuromuscolare è composto da una regione equatoriale centrale non striata e non contrattile e da due regioni polari periferiche e contrattili, costituite da muscolo striato.

    Il numero di fusi muscolari in ciascun muscolo varia in base alle necessità di controllo più o meno fine del movimento muscolare ed è quindi maggiore nei muscoli fasici rispetto a quelli tonici.

    I fusi muscolari sono controllati dal sistema nervoso tramite delle terminazioni che possono essere sensitive afferenti o motrici efferenti. Queste fibre trasmettono in continuazione impulsi al midollo spinale e al cervello per informarli della lunghezza dei muscoli e quindi della posizione del corpo nello spazio.

    Fuso neuromuscolare

    Se per esempio si muove qualsiasi parte del corpo ad occhi chiusi, è possibile sapere in ogni momento quale posizione si assume, e questo grazie ai fusi neuromuscolari e ad altri recettori propriocettivi.

    A livello del midollo spinale i neuroni sensitivi formano sinapsi con quelli motori, quindi, quando c'è un aumento degli impulsi provenienti dal muscolo, il neurone motorio o motoneurone è stimolato ed invia impulsi eccitatori aumentando il tono muscolare riflesso da stiramento , quando c'è una diminuzione della frequenza degli impulsi il motoneurone viene inibito ed invia impulsi inibenti che diminuiscono il tono muscolare, favorendo il rilassamento.

    Nel frattempo i neuroni sensitivi inviano anche informazioni al cervello per informarlo sul posizionamento del corpo nello spazio.


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