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VIDEO DECAPITAZIONE IRAQ SCARICA


    Sotloff era stato mostrato al termine del video della decapitazione di James Foley​, il prossimo ostaggio a morire se non fossero cessati i raid sul nord dell'Iraq. Quattro peshmerga curdi sono stati decapitati dall'Isis come rappresaglia al blitz Usa per liberare 70 ostaggi in Iraq. Il filmato di 15 minuti. Dovevamo scaricare il corpo perché gli altri lo vedessero. L'iracheno dice: "​Bene, possiamo anche fare un bel video di decapitazione dato che ha ancora la​. Video choc dall'Iraq: gli jihadisti decapitano un reporter Usa del video della decapitazione di James Foley da parte degli jihadisti dell'Isis in Iraq. Da domani nuovo modulo per l'autocertificazione | Scarica il documento.

    Nome: video decapitazione iraq
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    E che quando è nervosa o eccitata si muove in continuazione. Katz, i suoi tre fratelli e la loro madre furono portati a Baghdad e furono tenuti agli arresti domiciliari. Il padre fu condannato da un tribunale militare e impiccato nella piazza centrale di Baghdad.

    Katz allora aveva sei anni. Nel il marito di Katz ottenne una specie di assegno di ricerca in endocrinologia al National Institute of Health di Washington: Katz e il marito si trasferirono negli Stati Uniti con i loro tre figli.

    Testo del video: Sono trascorse meno di 48 ore dalla notizia, e quello dell'uccisione di James Foley è già passato alla storia come "il video della decapitazione".

    In realtà, nel video non c'è nessuna decapitazione. Ma come sia avvenuta questa decapitazione, nessuno è in grado di saperlo. Poi c'è una dissolvenza in nero, e ci ritroviamo direttamente all'immagine del cadavere di Foley, già decapitato, con la testa appoggiata sulla schiena.

    Un'immagine, fra l'altro, che ricorda fin troppo da vicino un'altra decapitazione, quella di Nicholas Berg, avvenuta in Iraq una decina di anni fa. Anche in quel caso, come vedremo in seguito, era nato il sospetto che si trattasse di una macabra messa in scena, il cui scopo non fosse affatto quello di incutere paura agli americani, per farli desistere dai loro piani di invasione in Iraq, ma anzi di scatenare nell'opinione pubblica occidentale un'ondata di indignazione tale da giustificare in pieno proprio quell'invasione.

    Ma andiamo con ordine.

    Il video di James Foley dura in totale 4 minuti e trenta. Il primo minuto e mezzo è dedicato interamente ad un intervento di Obama, nel quale il presidente americano annunciava al pubblico la sua intenzione di bombardare i militanti dell'ISIS, se avessero proseguito nella loro avanzata in Iraq.

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    Dopodichè il filmato ci mostra un effettivo attacco aereo da parte degli americani di postazioni dell'ISIS. Dopo questa lunga premessa, arriva finalmente il "Message to America, il messaggio all'America, che viene comunicato al pubblico prima per bocca dello stesso Foley, e poi dal suo presunto carnefice. Dopodichè parla il presunto killer. Con un perfetto accento inglese questo personaggio fa la solita sparata propagandistica, piena di luoghi comuni contro gli stati uniti ed a favore del califfato.

    Una cosa va chiarita bene: questo non è un arabo che parli bene l'inglese, questo è chiaramente un madrelingua. Oppure un arabo che ha studiato ad Oxford fino al giorno prima.

    Alla fine del suo discorso l'uomo si mette alle spalle di Foley, e compie il gesto di tagliargli la gola.

    Ma interviene, come abbiamo detto, la provvidenziale dissolvenza in nero, che ci porta direttamente all'immagine di Foley già morto e decapitato. In chiusura ricompare l'uomo in nero, senza un solo schizzo di sangue addosso, che lancia una nuova minaccia contro Obama.

    L’occupazione americana dell’Iraq

    Questo video suggerisce diverse riflessioni. La prima è che non si comprende perchè i suoi autori abbiano ritenuto necessario far rivedere al mondo le dichiarazioni di Obama.

    Lo sanno tutti che gli americani stanno bombardando le postazioni dell'ISIS, e dal loro punto di vista non c'era nessun bisogno di ricordarlo al mondo. Se invece il video fosse stato fatto, ad esempio, da qualcuno della CIA, allora ecco che scatta il classico meccanismo dell'excusatio non petita. E cioè l'uomo della CIA, che costruisce questo video ad arte, con l'intenzione di mostrare al mondo quanto siano crudeli questi jihadisti, sente certamente il bisogno di aggiungere una giustificazione da parte loro, e quindi fa rivedere al mondo le dichiarazioni di Obama.

    Lo stesso meccanismo sembra entrare in funzione quando il video mostra un attacco aereo da parte dei droni americani. Questo è un attacco aereo visto dagli americani, e non dagli islamici.

    Video choc dall’Iraq: i jihadisti decapitano un reporter Usa

    Se davvero gli islamici avessero voluto denunciare al mondo l'aggressione americana, avrebbero mostrato delle fotografie - magari anche false - di donne e bambini con il corpo dilaniato dalle bombe americane. In fondo, è quello che fanno i palestinesi, quando vogliono mostrare al mondo la crudeltà degli attacchi israeliani dal cielo.

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    Mostrano le conseguenze, e cioè le immagini dei loro bambini ammazzati e dilaniati, non mostrano le immagini dal cielo delle bombe che cadono. Invece qui, si mostra l'attacco dal punto di vista americano, e l'errore psicologico sembra addirittura accentuato dal bisogno degli autori di aggiungere la scritta "Aggressione americana contro lo stato islamico".

    Se gli autori fossero stati dei veri islamici avrebbero scritto casomai "questa bomba americana ha ucciso 40 civili innocenti".

    Sino al giorno prima aveva inviato reportage e video dal Nord-Ovest della Siria, teatro di violenti scontri tra ribelli e regime di Damasco. Reporter di guerra esperto, Foley aveva già seguito i conflitti in Afghanistan e Libia. I tre avevano passato 44 giorni in prigionia prima di essere liberati. Sarebbero i componenti di una cellula di jihadisti, di nazionalità britannica appunto, che agirebbero in Siria, a Raqqa in particolare, principalmente come carcerieri di ostaggi stranieri.

    Secondo la descrizione fornita al Guardian da una fonte, un ex ostaggio degli stessi estremisti.


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